“L’Università dell”Arte Vetraria di Altare e Vigliaturo” è il titolo della mostra ospitata presso il Museo dell”Arte Vetraria Villa Rosa di Altare dal 28 giugno al 31 agosto e dedicata alle opere di Silvio Vigliaturo, maestro della vetrofusione di origine calabrese.
Il legame tra l’artista e la cittadina Valbormidese è da ricercarsi nel passato di quest’utlima, legato alla tradizione vitrea altarese, motivo per cui questo artista ha deciso di esporre le proprie opere, sculture e pitture proprio all’interno del museo del vetro.
Il Museo del Vetro di Altare, allestito presso la bellissima cornice di Villa Rosa, capolavoro architettonico di inizio ‘900 in stile Liberty, realizzato dall’architetto savonse Nicolò Campora, ospita una collezione di opere dal secolo XVII ad oggi, tra queste i giganti del vetro (le opere in vetro più grandi mai costruite in soffiatura), gli oggetti di uso comune, le opere di grandi Maestri del ‘900 Costantino, Cimbor e Dorino Bormioli discendenti delle più prestigiose famiglie di vetrai altaresi.
“Il vetro d’uso, la farmo-chimica, il vetro artistico”, metodo “à la façon d’Altare” diffuso nel mondo dall’incomparabile abilità dei maestri vetrai altaresi. Tendenze stilistiche nelle diverse linee di lavorazione del vetro soffiato, che oggi in simbiosi, colloquiano con le opere di Silvio Vigliaturo, maestro della vetrofusione. Una tecnica conseguita dopo anni di studio e sperimentazione che si rivela originale e personale tanto da essere considerata da esperti e critici d’arte come unica al mondo. 
La personale dell’artista calabrese si snoda sui tre piani della villa. Sculture di luce, con lavorazione in oro, argento e soffiature, sono in continua evoluzione e l’inesausta ricerca sul colore e sulla forma, fanno dei lavori di Vigliaturo il simbolo di una lotta con il colore e la materia che ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi.
Il vetro come materiale, ma anche come scelta ideologica, è uno degli aspetti più importanti della sua vicenda artistica: il suo rapporto con la contemporaneità passa oggi soprattutto attraverso il suo ruolo di artigiano, “homo faber”, artista ed alchimista, che lo pone in una posizione di totale diversità e unicità. Queste opere in vetro, sono il frutto del lavoro compiuto dall’artista stesso nei forni della sua bottega situata a Chieri in piazza Duomo, rappresentano anche il risultato dell’eterno duello tra la modernità della tecnica e dei soggetti, e la tradizione del materiale vitreo che si fondono molto bene nella storia di Altare.
La mostra, inaugurata sabato 28 giugno alle ore 18.00, sarà aperta dal 28 giugno al 31 agosto, ogni venerdì e domenica dalle 16 alle 19 e ogni sabato dalle 15 alle 19.
Silvio Vigliaturo nasce ad Acri nel 1949. Giovanissimo si trasferisce a Chieri, dove tuttora vive e lavora. E’ maestro della vetro-fusione e la sua tecnica, sempre più volta alla ricerca e alla sperimentazione, è apprezzata a livello internazionale e ritenuta unica al mondo dai maggiori critici italiani e stranieri. Il percorso artistico di Vigliaturo si presenta in continua evoluzione. L’inesauribile ricerca sui colori e sulle forme, modellate con abilità, permette di cogliere nei suoi lavori il simbolo di una lotta costante a favore della purezza del colore e della ricchezza espressiva della materia. Un cammino graduale e tenace questo, che ha portato l’artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi. Vetro, tele e acciaio trattati come materia, ma anche come scelta ideologica, sono connotazioni importanti della sua vicenda artistica ed umana nel contempo.
Le sue opere in vetro, frutto del lavoro compiuto dall’artista stesso nei forni della sua bottega a Chieri, rappresentano anche il risultato del conflitto tra la modernità del segno, dell’immagine e dell’idea, e marcano l’essenza di un materiale molto antico. Definito Homo Faber, le sue opere sono ideate, interpretate e vissute in un rapporto di simbiosi tra pensiero ed operosità, tra consapevolezza e abilità manuale, tra creatività e pregnanza visiva. l suo lavoro e il suo pensiero, sono contemporanei, vivono le tensioni della quotidianità perché sempre in movimento alla ricerca di nuove forme da creare e canali da sperimentare. Anche per questo Torino lo ha voluto in occasione dei XX Giochi Olimpici invernali e dei IX Giochi Paralimpici, quale unico artista testimonial dell’evento.
Dalle prime esposizioni nel 1977, in Spagna, Taiwan, Hong Kong, Svezia, Lettonia, ecc… Inoltre nel 2006 è stato inaugurato ad Acri, presso il principesco Palazzo Sanseverino, il MACA Museo civico d’Arte Contemporanea Silvio Vigliaturo.
Tendenze stilistiche nelle diverse linee di lavorazione del vetro soffiato, colloquiano nelle opere di Silvio Vigliaturo, maestro della vetrofusione e i capolavori di esposti a Villa Rosa.
Una tecnica conseguita dopo anni di studio e sperimentazione che si rivela originale e personale tanto da essere considerata da esperti e critici d’arte come unica al mondo. La personale dell”artista calabrese si snoda sui tre piani della villa. Sculture di luce, con lavorazione in oro, argento e soffiature, sono in continua evoluzione e l’inesausta ricerca sul colore e sulla forma, fanno dei lavori di Vigliaturo il simbolo di una lotta con il colore e la materia che ha portato l”artista ad affrontare una grande varietà di tematiche con stili e strumenti diversi.
Il vetro come materiale, ma anche come scelta ideologica, è uno degli aspetti più importanti della sua vicenda artistica: il suo rapporto con la contemporaneità passa oggi soprattutto attraverso il suo ruolo di artigiano, artista ed alchimista, che lo pone in una posizione di totale diversità
admin, Agosto 4th, 2008 at 17:33:
Valentina:
Magnifici gli accostamenti cromatici, poi il vetro sinceramente mi affascina più che la ceramica.
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