Dopo una piccola pausa estiva eccomi nuovamente qui!
Questa volta vi propongo una bella passeggiata tra i boschi valbormidesi per cogliere l’ultimo tepore estivo e preparare gambe e fisico alla nuova stagione dei funghi…
Tra le bellezze storiche a naturalistiche della Valbormida è doveroso citare la Riserva Naturalistica dell’Adelasia.
La Riserva situata in val Bormida nel territorio di Ferranai, frazione del comune di Cairo Montenotte (provincia di Savona); è un’area protetta privata appartenente al patrimonio immobiliare della Ferrania Imaging Technologies, un’azienda già parte del gruppo 3M. Recentemente la provincia di Savona ha effettuato sopralluoghi per valutare l’acquisizione pubblica dell’area protetta.
La riserva è stata costituita nel 1989 come contributo da parte della stessa 3M Italia alla preservazione dell’ambiente naturale nell’area di Ferrania. A questo fine sono state vincolate alcune centinaia di ettari boschivi all’intorno della Rocca dell’Adelasia - anche detta Rocca dell’Amore (698 m s.l.m.), dove secondo, la leggenda trovarono riparo Adelasia (figlia di Ottone) e il suo amato Aleramo.
“Secondo la leggenda popolare la principessa Adelasia, figlia di Ottone I di Sassonia, fuggì in Liguria con Aleramo, ch’era stato il suo scudiero e ch’ella aveva sposato contro il volere del padre. Nei pressi di Montenotte una Rocca porta il nome di Adelasia, perché i due avrebbero trovato lì un momentaneo rifugio. In Liguria
Adelasia e Aleramo fondarono l’insediamento di Alaxia, in onore della principessa. Alaxia fu chiamata poi Alassio. Questa leggenda fu sostenuta dall’autorevole firma di Giosué Carducci - che ha “romanticamente” inserito Aleramo, uomo d’armi e cavaliere, nelle sue Rime e Ritmi.Dopo la fuga d’amore si dice che per tirare avanti Adelasia e Aleramo divenissero carbonari sino al giorno in cui Ottone I, venuto a combattere contro i Saraceni, raggiunse la coppia in riva al mare e la perdonò, insignendola dei marchesati di Acqui, Monferrato e di Savona. Aleramo, assieme ai figli, combatté da valoroso nell’esercito imperiale”.
I primi 150 ettari di questa vasta area furono già messi sotto tutela fin dal 1976 grazie ad un accordo fra la 3M ed il Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale delle Valli Bormida, ma la riserva nella forma attuale è stata così costituita nel 1989.
Si tratta della più vasta area protetta privata di tutta la Valle Bormida. E l’unica ad avere al suo interno una struttura attrezzata come la Cascina Miera dotata di numerosi posti letto, cucina e sala riunioni.
La riserva dell’Adelasia deve essere visitata da chiunque sia interessato a conoscere la Val Bormida, perchè rappresentativa di una delle zone più boscose d’Italia.
L’area è attraversata da diversi sentieri, appositamente segnati, di facile percorribilità, ma di lunghezza diversa. Il più lungo può richiedere da 6 o 7 ore di tempo per essere completato, mentre per il più corto bastano un’ora e mezza - due ore di tempo; lungo il percorso sono visitabili numerose grotte prevalmentemente utilizzare come trincee dai soldati di Napoleone.Naturalmente per vivere in piano una gionrnata di escursione vi consiglio vestiti e scarpe adeguate ad un percorso campestre. I sentieri sono molto adatti anche per escursioni a cavallo od in mountain-bike.
valentina, Agosto 22nd, 2008 at 21:31:
Ma per raccogliere i funghi non ci vuole nessun permesso o licenza (se è un’area protetta non si possono raccogliere?) Domanda antipatica da una golosa di funghi!
admin, Agosto 25th, 2008 at 10:13:
In questo caso essendo un’area protetta non è possibile raccogliere i funghi, solo guardare e non toccare.
In generale nei boschi valbormidesi per la raccolta dei funghi è necessario munirsi di un apposito tesserino giornalierio o periodico acquistabile nei punti vendita autorizzati.
-Mart@-
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