Sintetizzare un paese in poche righe è praticamente impossibile, storia, cultura, tradizioni, caratteristiche, costituiscono parte di un bagaglio culturale immenso.
E pensare che tutte queste conoscenze sono racchiuse in un solo nome…
Quando pensiamo a Pianza Crixia ci sovviene alla mente inevitabilmente il fungo, così quando parliamo di Cairo e pensiamo ai Del Carretto, alla sua storia Medievale, Altare e lo ricolleghiamo inevitabilmente al vetro, e così via….
Tutto con e per un nome! Allora perché non giocare proprio su questo? Questa è stata la trovata di un artista locale!
Il pittore scultore Mano, da poco trasferitosi con il suo laboratorio artistico a Bormida, ha creato una curiosa quanto mai insolita opera….
L’artista savonese da anni è reduce da numerose mostre in Italia e all’estero, ed è presente con sue
opere nel museo di arte moderna “Sissa Pagani ” di Legnano, New Art Museum di Perth (Australia) e al Museo di Arte moderna di Buenos Aires.
Si tratta di una “opera–rebus”, la scultura anagramma infatti il nome di uno dei 19 paesi della Valbormida….
Sapete dirmi quale? Infondo non è difficile, basta aguzzare la vista e impegnarsi un po’ per scomporre le parti che costituiscono il nostro rebus….
Non ci riuscite?
Allora ecco la soluzione…
Una testa di re con tanto di corona e scettro, mettetelo su una palla….
Unite le parole PALLA e RE ed ecco la soluzione:
PALLARE!
Uno dei più conosciuti e caratteristici centri della Valbormida è senza dubbio il paese di Osiglia.
Situato a 700 metri sul livello del mare, conta 470 abitanti (gli osigliesi) e ha una superficie di 29,9 chilometri quadrato; dominio dei Carretto signori della zona, di quel periodo storico restano ormai pochi ruderi.
Ma l’elemento di maggior spicco del paese, luogo di attrazione tusitico-sportiva è il lago-diga di Osiglia, si tratta di un bacino artificiale di 3 Km di lunghezza per una capienza di 13 milioni di metri cubi d’acqua e un fronte di 200 m. Il maggior lago della provincia di Savona oltre ad essere un’ area protetta di interesse provinciale.
Il lago, posto in una valle impervia di grande interesse naturalistico, circondato da boschi di faggio, conifere, castagno e rovere, è frequentata meta di turistica. Per gli sport acquatici come il canottaggio ospita gare regionali di canottaggio e interregionali di canoa, al quale si aggiungono la regata in costume con mezzi autocostruiti e il trofeo internazionale Lago di Osiglia. Per la pesca sportiva di trota e temolo vige il regolamento provinciale.
Ma queste sono tutte informazione che già in parte conoscevamo tutti, quelli che in pochissimi sanno è cosa ci sta sotto!
E già sotto!

Durante la costruzione della diga, realizzata tra il 1937 il 1939, venne sommerso un parte dell’antico paese tra le quali una chiesa, l’antica centrale elettrica del paese e un piccolo gruppo di case.
Se quasi tutti conoscono il lago, lo hanno visto o ne hanno sentito parlare almeno una volta, ma quasi nessuno sa dell’esistenza di questi antichi resti, infatti i ruderi riaffiorano solo a distanza di parecchi anni quando, per ragioni di manutenzione, il lago viene completamente vuotato.
L’acqua viene progressivamente fatta defluire e da questo momento ritornano alla luce le vecchie mura di pietra di un Osiglia lontana, quasi dimenticata ma capace di attirare ancora oggi appassionati o semplici curiosi che scendono sul fondo del lago per approfittare di un’occasione unica che capita solo a distanza di lunghi anni.
Ma mi raccomando munitevi di stivali perché il fondale è parecchio fangoso, soprattutto nei primi giorni di svuotamento della diga, quando il sole non ha ancora asciugato e indurito il fondo!
Domenica scorsa e la prossima (9 e 16 novembre) ad Altare si terrà la tradizionale Fiera di San Martino con bancarelle, caldarroste, musica e molto altro!
La tradzionale fiera ha origini molto lontane, nella tradizione vitrea altarese (che come ho giù detto conosco molto bene….)v ediamo brevemente come mai…
Nelle vetrerie altaresi le lavorazioni si svolgevano, infatti, da S. Martino ( 11 Novembre) a S. Giovanni (24 Giugno), nel periodo in cui era permesso il taglio della legna necessaria per alimentare le fornaci. L’accensione dei forni era un vero e proprio rito.
Il parroco, accompagnato da due chierichetti vestiti da angioletti che portavano ciascuno un cero benedetto, seguito dai Consoli dell’Università del Vetro dai Maestri vetrai, si recava in tutte le fornaci e con i ceri benedetti appiccava il fuoco ai forni, che dopo un lento preriscaldamento erano pronti per la fusione del vetro. Alcune tradizioni sono state conservate anche se in forma minore nella Società Artistico Vetraria. l forni venivano accesi dal parroco con una candela rituale con la quale si benediceva l’inizio della lavorazione.
Dopo la cerimonia il vetraio più forte soffiava un grande fiasco che il padrone della fornace riempiva di vino per accompagnare una grande torta di riso che veniva consumata dai voraci vetrai riuniti insieme in un amichevole banchetto. Questo rito era conosciuto come “bagnare la piazza”.
Ancora oggi ogni anno in occasione di San Martino il Museo del Vetro di Altare crea una particolare bottiglia da collazione per ricordare questo evento!
Titolo quanto mai bizzaro per un post altrettanto particolare e fuori dal comune!

Sembra passato molto tempo invece stiamo parlando solo di qualche decennio fa, quando la Coca-Cola, la Fanta e la Sprite la maggior parte delle persone non sapeva neppure cosa fosse!
La bevanda Valbormidese cult era la “Gazzosa di Torelli” ovvero l’attuale bibita gassata prodotta e distribuita nella zona dalla ditta Torelli. In realtà, mentre oggi senza grandi difficoltà sulle tavole di tutti i giorni si possono trovare queste bevande, negli anni ‘60 non tutti potevano permettersi un consumo quotidiano, vi erano, infatti, altri beni ai quali occorreva dare la priorità, dei quali non si poteva fare a meno!
E la gazzosa? Solo se eri malato!
Infatti inizialmente “l’usanza” era quella di acquistare le bibite di Torelli solo se i bambini erano con influenza o altri piccoli malanni di stagione, altrimenti niente…Oggi sembra quasi una favola, eppure ancora vivo nella memoria di molti è questo ricordo (mai mamma a mio papà me lo raccontano spesso!)…
Non solo ma le gazzose davano un “doppio guadagno” ai bambini, infatti non ci si divertiva solo a bere la gustosa bibita zuccherina, ma una volta svuotata la bottiglia si giocava con la biglia!
La biglia? Già non mi sono sbagliata, la biglia! La gazzosa era infatti confezionate nelle bottiglie in vetro con la biglia prodotte della vetreria Mattoi e Carena di Carcare ma con sede sociale ad Altare che ne realizzava un particolare tipo. Durante la lavorazione veniva inserita una piccola biglia di vetro grande abbastanza da sigillare il contenuto: mano a mano che il liquido veniva versato all’inteno la biglia saliva in alto sigillandone il contenuto. Per bere bastava semplicemente esercitare una piccola pressione sulla sfera che si spostava lasciando passare il liquido. Al termine si rompeva la bottiglia e si recuperava al suo interno quella piccola pallina, grande gioiello per giocare sulla sabbia, al mare o semplimeente da scambiare con gli amici!
Visto che anche la Valbormida sembra colpita da questa lunga perturbazione che già da molti giorni imperversa portando freddo e pioggia…
Ecco un divertente detto valbormidese, e chi vuole può commentarsi nella traduzione!
Ciove,
le canate roggiano, la bornia scioscia,
la gente mogogna, l’avischio non tacca,
e d’oscei nun se ne ciappa!”
“ When the power of love overcomes the love of power the world will know peace”.
Jimi Hendrix
Chi segue questo blog ormai da un po’ di tempo già conoscerà la mia grande ammirazione per il corpo degli alpini che mi è stata inculcata da mio papà!
Quindi di certo non poteva mancare questo post! L’idea parte dall’A.N.A. (Associazione Nazionale Alpini) per celebrare il 90° anniversario dalla fine della Prima Guerra Mondiale (1915-18).
In ogni comune sede di una Sezione o di un Gruppo Alpini (oltre 4.000 località in Italia e all’estero) domani alle 19.30 si terrà una cerimonia di commemorazione con l’accensione contemporanea di un lume davanti al monumento ai Cadutidi tutte le guerre.
Ebbene anche molti dei paesi della Valbormida come Pallare, Carcare, Cairo, Dego, Calizzano, Mallare, ecc… partecipano a questo grande evento! Quindi informatevi se anche nella vostra zona è presente questa iniziativa!
E’ un ottimo spunto di riflessione per tutti noi! Perchè la nostra storia è parte di noi, la storia non è solo ieri, ma ogni giorno in cui siamo ciò per cui in molti hanno lottato e perso la vita!
Grazie ragazzi!!!
A questo proposito in questo link potrete scaricare e dedicare qualche minuto del tempo a questo video realizzato dal Ministero della Difesa per l’occasione.
E ricordatevi:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.
Art. 11 Costituzione Italiana
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