Titolo quanto mai bizzaro per un post altrettanto particolare e fuori dal comune!

Sembra passato molto tempo invece stiamo parlando solo di qualche decennio fa, quando la Coca-Cola, la Fanta e la Sprite la maggior parte delle persone non sapeva neppure cosa fosse!
La bevanda Valbormidese cult era la “Gazzosa di Torelli” ovvero l’attuale bibita gassata prodotta e distribuita nella zona dalla ditta Torelli. In realtà, mentre oggi senza grandi difficoltà sulle tavole di tutti i giorni si possono trovare queste bevande, negli anni ‘60 non tutti potevano permettersi un consumo quotidiano, vi erano, infatti, altri beni ai quali occorreva dare la priorità, dei quali non si poteva fare a meno!
E la gazzosa? Solo se eri malato!
Infatti inizialmente “l’usanza” era quella di acquistare le bibite di Torelli solo se i bambini erano con influenza o altri piccoli malanni di stagione, altrimenti niente…Oggi sembra quasi una favola, eppure ancora vivo nella memoria di molti è questo ricordo (mai mamma a mio papà me lo raccontano spesso!)…
Non solo ma le gazzose davano un “doppio guadagno” ai bambini, infatti non ci si divertiva solo a bere la gustosa bibita zuccherina, ma una volta svuotata la bottiglia si giocava con la biglia!
La biglia? Già non mi sono sbagliata, la biglia! La gazzosa era infatti confezionate nelle bottiglie in vetro con la biglia prodotte della vetreria Mattoi e Carena di Carcare ma con sede sociale ad Altare che ne realizzava un particolare tipo. Durante la lavorazione veniva inserita una piccola biglia di vetro grande abbastanza da sigillare il contenuto: mano a mano che il liquido veniva versato all’inteno la biglia saliva in alto sigillandone il contenuto. Per bere bastava semplicemente esercitare una piccola pressione sulla sfera che si spostava lasciando passare il liquido. Al termine si rompeva la bottiglia e si recuperava al suo interno quella piccola pallina, grande gioiello per giocare sulla sabbia, al mare o semplimeente da scambiare con gli amici!
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