Uno dei più conosciuti e caratteristici centri della Valbormida è senza dubbio il paese di Osiglia.
Situato a 700 metri sul livello del mare, conta 470 abitanti (gli osigliesi) e ha una superficie di 29,9 chilometri quadrato; dominio dei Carretto signori della zona, di quel periodo storico restano ormai pochi ruderi.
Ma l’elemento di maggior spicco del paese, luogo di attrazione tusitico-sportiva è il lago-diga di Osiglia, si tratta di un bacino artificiale di 3 Km di lunghezza per una capienza di 13 milioni di metri cubi d’acqua e un fronte di 200 m. Il maggior lago della provincia di Savona oltre ad essere un’ area protetta di interesse provinciale.
Il lago, posto in una valle impervia di grande interesse naturalistico, circondato da boschi di faggio, conifere, castagno e rovere, è frequentata meta di turistica. Per gli sport acquatici come il canottaggio ospita gare regionali di canottaggio e interregionali di canoa, al quale si aggiungono la regata in costume con mezzi autocostruiti e il trofeo internazionale Lago di Osiglia. Per la pesca sportiva di trota e temolo vige il regolamento provinciale.
Ma queste sono tutte informazione che già in parte conoscevamo tutti, quelli che in pochissimi sanno è cosa ci sta sotto!
E già sotto!

Durante la costruzione della diga, realizzata tra il 1937 il 1939, venne sommerso un parte dell’antico paese tra le quali una chiesa, l’antica centrale elettrica del paese e un piccolo gruppo di case.
Se quasi tutti conoscono il lago, lo hanno visto o ne hanno sentito parlare almeno una volta, ma quasi nessuno sa dell’esistenza di questi antichi resti, infatti i ruderi riaffiorano solo a distanza di parecchi anni quando, per ragioni di manutenzione, il lago viene completamente vuotato.
L’acqua viene progressivamente fatta defluire e da questo momento ritornano alla luce le vecchie mura di pietra di un Osiglia lontana, quasi dimenticata ma capace di attirare ancora oggi appassionati o semplici curiosi che scendono sul fondo del lago per approfittare di un’occasione unica che capita solo a distanza di lunghi anni.
Ma mi raccomando munitevi di stivali perché il fondale è parecchio fangoso, soprattutto nei primi giorni di svuotamento della diga, quando il sole non ha ancora asciugato e indurito il fondo!
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