Quando si parla di recupero delle tradizioni e della cultura valbormidese, non si può naturalmente non parlare del diletto tipico della zona.
Parlato soprattutto in epoca storica dalla popolazione contadina, che a differenza dei ricchi non aveva ricevuto un’accurata istruzione linguistica e grammaticale; il dialetto valbormidese, seppur con sfumature diverse da paese a paese, continua oggi ad essere tramandato di generazione in generazione, anche se i ragazzi di oggi sembrano lasciare decadere questa preziosa testimonianza di storia locale.
Per la sua posizione strategica, da sempre zona di transito tra la costa e le alture piemontesi, nell’alta val bormida, il dialetto, come molte altre caratteristiche territoriali si avvicinano maggiormente al Piemonte, pur non dimenticando l’appartenenza territoriale alla Liguria.
Tuttavia la parlata popolare locale si differenzia quasi completamente dal savonese e ancora di più dal genovese, ma si risentono, qua e là tra i vocaboli, influenze francesi accanto alle suddette piemontesi.
In quest’ottica, con un occhio alla contemporaneità, qui nel mio blog, voglio ricollegarmi proprio al post pubblico dal Sindaco di Cairo Montenotte sul suo blog qualche giorno fa.
Tra le pagine e i numerosi gruppi nati recentemente su Facebook, al momento il social network di maggiore tendenza tra i giovani, i cairesi Matteo Callegaro, Giorgio Bonfiglio e Luca d’Angelo hanno ideato un “gruppo virtuale” dedicato proprio alla continuazione e preservazione del dialetto Valbormdese chiamato “Dialet della Valbormida” che riunisca, a sorpresa più di 150 membri, facile capire che si tratta d un target di giovani e giovanissimi.
Non sono l’idea di creare un gruppo dedicato a questo antico strascico popolare, ma ancora di più ci deve fare pensare come ad aderire siano stati soprattutto i giovani, primi utilizzatori di questo nuovo social network!
Proprio di sfruttare la scia di questo primo input, il sindaco di Cairo M.tte, Fulvio Briano ha deciso di istituire presso il nuovo Palazzo di Città un corso aperto a tutti per imparare il dialetto!
Un’ottima occasione per riscoprire un po’ della nostra storia, senza vergognarci di parlare in dialetto perchè non è “una cosa da vecchi”, ma un modo di imparare a vivere la propria contemporaneità pur conoscendo il proprio passato.
Non è necessario andare lontano per vivere la storia, la storia è dietro le nostre spalle basta voltarsi indietro ogni tanto, solo così potremmo capire dove stiamo andando!
Si può essere valbormidesi e web-nauti al tempo stesso!
Giuliana, Gennaio 10th, 2009 at 00:25:
Per incominciare complimenti per il tuo blog. Finalmente una giovane che fa qualcosa di vivo e bello.
Per quanto riguarda il dialetto condivido ciò che hai detto. Io sono genovese ma vivo a Cairo dal 1992 e il dialetto valbormidese non riesco ancora a “masticarlo”. Mi piacerebbe un giorno riuscire a cantarlo. Il canto unisce e armonizza e se poi è in dialetto ancora di più.
Ancora complimenti.
Giuliana B.
-Mart@-, Gennaio 10th, 2009 at 00:30:
Grazie per i complimenti!
Io mi trovo nella situazione opsota: per motivi di studio frequento Genova e del genovese non capisco una parola, però non sarebbe male mettere in musica una canzone in dialetto!!!
A me piace molto la musica e il canto, un bel coro dialettale! ;o)
A presto!
-Mart@-
valentina, Gennaio 22nd, 2009 at 16:15:
io faccio parte di quella categoria di giovani che il dialetto lo capiscono ma che se si tratta di parlarlo tira fuori delle castronerie!
Se non lo si impara da mattetti poi è difficile imparare. Penso che effetivamente le canzoni siano l’unico mezzo e forse anche le filastrocche!
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