Sicuramente lo saprete già, ma non posso non segnalare un evento così importante per la Valbormida, come la Festa Nazionale del Tartufo che si terrà questo week-end a Millesimo!
Un appuntamento sempre più rinomato, che sta crescendo e arricchendosi di anno in anno, la cittanina valbormidese diventa capitale dei tartufai con convegni, stand gastronomici, dimostrazioni di ricerca al tartufo, musica, mercatini e molto altro ancora, il tutto ripreso dalla telecamente di Telecupole per una puntata speciale della trasmissione “Scacciapensieri”.
Amato sin dall’antichità, apprezzato già da re babilonesi, egizi, da greci e romani, protagonista delle tavole rinascimentali, definito diamante della cucina, piatto preferito da Rossini… Il tartufo di certo non è mai passato inosservato! Sapevate che in Italia non si trova solamente in Umbria ed in Piemonte, ma anche in Liguria? La Liguria produce tartufi sulle colline appenniniche a ridosso del Piemonte, nell’Alta Val Bormida ottimo territorio di Tartufo Bianco e di varie tipologie di Tartufo Nero.
Per maggiori informazioni vitate il sito del Comune di Millesimo: www.comune.millesimo.sv o quella della Comunità Montana Alta Val Bormida oragnizzatrice e promotrice dell’evento www.cm-altavalbormida.it/
Un po’ più nel piccolo la castgnata di domani a Pallare: Castagne e Lisotti, primo appuntamento autunnale in valle oragnizzato dal Circolo i tre abeti, dalla avis e dalla Pro-loco di Pallare!
Non mancate, il pomeriggio è lungo, avete tutto il tempo per un tour completo! :o)
Ecco una piccola agenda per il week-end valboridese che propone numerose iniziative per tutti i gusti…
Riparte il grande shopping con la prima domenica di aperura autunnale della Galleria Commerciale di Carcare con la degustazione gratuita dei “Lisotti della nonna” da parte della Pro-Loco di Pallare…
Sport ed esibizioni al Palazzetto dello Sport Vesima di Cairo Montenotte dove scenderranno in pista più di 200 atleti pattinatori provenienti da tutta Italia nell’ambito del I° Primo trofeo città di cairo Montenotte organizzato dallo Skating club cairese in collaborazione con il comune.
Tempo d’autunno e tempo di caldarroste a Plodio con pranzo all’aperto a partire dalle ore 12.00 nel pomeriggio distrubuzione di castagne e altre specialità con musica e intrattenimento!
Basta scegliere!
Questo volta faccimo una cosa nuova…
Oggi mi sento tecnologica!
Alzate il volume del pc e ascoltate cosa si dice a Pallare
Come giustamente sottolinaeano Cristina e Valentina nel loro blog “Noli e Finale in rete” da Venerdì 5 a Domenica 7 Settembre di svolegerà la consueta grande festa del pesce a Noli!!
Tra le bancarelle sulla passeggita rivierasca troverete naturalmente anche un po’ di sapore valbormidese con molti dei prodotti locali divenuti nel tempo un presidio Slow Food tra cui le castagne essiccate nei “tecci” di Calizzando e Murialdo, le zucche di Rocchetta di Cengio e naturalmente (anche questa volta gioca in casa) la Pro-Loco di Pallare con i suoi Lisotti della Nonna!!!
Facile dirlo…ma che cos”è un “teccio”????????
Il teccio non è anche che un termine dialettale che significa essiccatoio…Un tempo, in Valbormida quando le popolazione erano prevalentemente contadine, grazie alla ricchezza di boschi, il cibo più economico e diffuso erano le castagne, piatto della tradizione contadina per eccellenza.
Questo speiga come mai, ancora oggi, i paesi valbormidesi maggiomente rinomati quando si parla di castagne siano comuni montuosi come Calizzano, Bardineto o Murialdo…situati in zone boscose e dove i campi per coltivare grano per la farinana erano pochi e non sempre consentivano raccolti fiorenti a causa dell”inverno rigido. Raccolte nella stagione autunnale, occorreva trovare un metodo di conservazione per tutto lanno: l”essicazione era un ottimo modo per poter avere castagne da consumare duramente l”inverno senza il pericolo che andassero sprecate…
Ecco che entra in gioco il teccio…
Per essiccare le castagne, infatti, c”è bisogno di un essiccatoio: un piccolo locale, in genere costruito in pietra, sollevato 2-3 metri da terra, con un piccolo solaio in travetti di legno su cui vengono poste le castagne raccolte e selezionate.Sotto il pavimento di questa costruzione si organizza un fuoco con legna che in genere è di castagna e di quercia basso e costante con il legno della potatura dei castagni e soffocato con la pula: il calore e il fumo raggiungono le castagne, le asciugano e danno loro un aroma delicato di fumé; la fiamma deve rimanere molto bassa allo scopo di aumentare la temperatura del solaio di circa 20-30 C°. L”essiccazione può arrivare anche a 20-30 giorni, in funzione delle condizioni atmosferiche, del prodotto e delle condizioni della legna che si usa, durante questo periodo le castagne vengono rigirate più volte per garantirne un”essiccazione omogenea.
A mano a mano che procede la raccolta, gli strati aumentano. Al termine delle varie fasi di raccolta, le castagne si girano, portando quelle inferiori allo strato superiore per rendere uniforme l’affumicatura.
Dopo questa operazione, detta “girata”, le castagne sono esposte al fumo ancora per cinque, dieci giorni e poi battute per eliminare la scorza. In totale queste operazioni richiedono due mesi circa!
E’ si è propio così: il territorio dell”Alta Val Bormida è stato protagonista di una lezione univestitaria.
Più precisamente a salire in cattedra sono state la castagne protagoniste di un incontro sul tema “L”economia locale per lo sviluppo del territorio” presso l”Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (vicino Bra).
Prof. Bruno Scaltrtii ha illustrato una relazione sul tema: ” Prodotti agroalimentari tipici e svuluppo rurale di aree marginali: ila caso delle castagne essiccate nei tecci di Calizzano e Murialdo“.
Un imporante riconoscimento al lavoro di recupero e promozione di un questa antica tradiozione valbormidese che, negli anni, ha ottenuto riconoscimenti importanti per la sua tutela, diventando anche presidio slow-food. I produttori hanno quindi creato un consorzio circoscritto all”area di lavorazione tra i Comuni Valbormidesi di Calizzano, Murialdo, Bardineto, Massimino e Osiglia.
Per Alta Val Bormida si definisce quella porzione di territorio della Val Bormida che si estende nel nord-ovest della Liguria delimitata dal Colle di Cadibona a ovest e dal Valico del Melogno verso sud (situato a quota 1028 m sul livello del mare), dove proseguendo si incontra la sommità del Monte Carmo (m 1389 sul mare ), massima altitudine della Val Bormida. Entrambe questi importanti valichi collegano il territorio alla riviera ligure di ponente e sono, soprattutto nei mesi estivi, meta di numerosi flussi turistici diretti al mare una via meno trafficata per evitare così le code autostradali e la viabilità a singhiozzo dell”Aurelia.
L’Alta Val Bormida comprede oggi 18 comuni tutti riuniti sotto la tutela della Comunità Montana Alta Val Bormida con sede presso il centro storico del comune di Millesimo.
Ecco brevemente i principale comuni:
Altare: rinomato centro vetrario della zona anche per la sua posizione strategica nei pressi della Bocchetta, vicinissimo al Colle di Cadibona, luogo in cui sorgono e si diramano la catena montuosa delle Alpi e quella degli Appennini; la storia di Altare è storia di vetro sia a livello industriale che artistico. La cittadina ospita importantissime fabbriche per la lavorazione del vetro cavo industriale come la Ditta Bormioli Rocco di Parma discendente di una famiglia di vetrai altaresi, e numerosi laboratori artistici di lavorazione del vetro oltre ad un famossissimo Museo del Vetro. Numerose anche le opere archittettoniche in stile liberty come le numerose ville e residenze fatte costruire dalle familgie di vetrai o dal facoltoso parrocco del paese nei primi anni del ‘900 Monsignor Giuseppe Bertolotti.
Bardineto: sorge tra i boschi della Valle Bormida, borgo di antichissime origini. Conosciuto già in epoca medioevale, il comune era un possedimento del Marchesi Del Carretto signori della zona. Importanti tracce di storia artistica sono presenti negli affreschi della chiesa di San Nicolò nei pressi della quale sorge una rinomata sorgente.
Bormida: antico borgo medioevale sorto alle dipedenze dell’ospedale-lazzaretto di Fornelli lungo la strada di collegamento verso Pallare. Il paese è suddiviso in tre livelli: Pian Soprano, Pian Sottano e Chiesa e sorge tra la Cima di Ronco di Maglio (1108 m circa) e il Monte Settepani (1386 m), proprio da quest”ultima vetta nasce il fiume Bormida che da il nome alla valle e al paese stesso. Dopo l’annessione ai Del Carretto e la dominazione spagnola (1600) il paese venne quasi totalmente distrutto dal passaggio dell’esercito napoleonico. Tuttavia rimasero intatte alcune opere d”arte contenute nella chiesa patronale di San Giorgo tra le quali la scultura di una Madonna lignea attribuita a Anton Maria Maragliano. Da pochi anni il paese ha conosciuto un nuovo sviluppo grazie alla creazione di un piccolo laghetto artificiale per la pesca alle trote in località Romana.
Cairo Montenotte: è il comune ligure più popolato tra quelli senza sbocco sul mare ma anche il più vasto dell’Altra Val Bormida. Fonti storiche sostengo che fu abitato già in epoca neolitica, fu attraversato da imporanti uomini romani in viaggio verso la via Jiulia Augusta e dal San Franceso d”Assisi in viaggio verso la Spagna, non a caso ancora oggi, nella cittadina, si possono visitare le antiche mura di un convento francescano. In epoca feudale il controllo del comune e di molte altre zone circostanti passò nella mani della famiglia Del Carretto fino all’annessione al Regno di Sardegna e poi all”Italia unita. Sulla collina di Cairo dominano i resti della dimora degli antichi signori della città e ogni estate, ad agosto la rievocazione della festa medioevale, ricorda all’intera valle il dominio storico della città. Infine la città ha dato i natali a personaggi illustri della storia e del mondo dello spettacolo come: Giuseppe Cersare Abba (membro della spedizione garibaldina), Wilma Goich e il calciatore Paolo Ponzo; ma tristemente noto anche per gravi episodi di cronaca nera.
Calizzano: importantissimo luogo di villeggiutura grazie alla sua posizione immersa nel verde a 640 m sul livello del mare. Sull’abitato emergono le rovine del castello dei marchesi Del Carretto divenuti signori di Calizzano nel 1335. importanti testimonianze barocche rivivono nella chiesa di San Lorenzo e nel museo dedicato al periodo barocco.

Carcare: di proprietà del marchese Bonifacio del Vasto antico discendente dei del Carretto il comune passò in mano a questi ultimi nel 1142. Carcare è stata insignita del titolo di Città Calasanziana poichè nel 1621venne aperto il primo collegio fuori Roma dei Padri Scolopi in cui studiò per alcuni anni anche Goffredo Mameli (si dice che proprio qui compose il famosissimo Fratteli d”Italia che sarebbe divenuto innno d’Italia). Ma la cittadina diede i natali ad altri personaggi illustri come Giuseppe Sapeto e Anton Giulio Barrili, Virgilio Felice Levratto importante calciatore e pilastro della nazionale di calcio); oltre ad ospitare anche il generale Bonaparte di passaggio durante la campagna militare del 1796.
Cengio: caratteristico borgo medioevale dominato dalle rovine del castello medioevale di Cengio Alto, il cento abitato si sviuluppa introno ad una piazzetta circolare dove si affaccia la Seicentesca chiesa porticata dedicata alla natività di Maria e adornata dagli affreschi del Borgna.
Cosseria: anch’esso di dominio di Bonifacio del Vasto prima di passare alcasato dei del Carretto. Oggi Cosseria è ricordato soprattutto per essere stato teatro di un’importantissima battaglia napoleonica nel 1796 tra le truppe dell”Impero Austro Ungarico- Piemontesi assediate dall’esercito francese del generale Bonaparte che dopo un duro scontro riuscirono ad avere la meglio e a occupare il paese. Dopo il congresso di Vienna (1815) il borgo passò nella mani dei Savoia.

Dego: anche il comune di Dego lega il suo nome alla battaglia napoleoica del 1796 (13-16 aprile), già in precedenza, però, il comune era un punto stategico molto importante contro i saraceni. Fino al 1419 rimase un feudo dei Marchesi di Savoia Vassalli di Genova, prima di essere passare ai marchesi di Monferrato.

Mallare: il primo nucleo abitato si insediò nei pressi del santuario dell’Eremita, ancora oggi importantissimo centro votivo della zona. Fiorente nel paese soprattutto l’attività industriale di Carbonaie e Ferriere rese prolifiche dalla massiccia presenza di boschi nei dintorni dell’abitato.

Massimino: è il più piccolo dei paesi dell”Alta Val Bormida, conserva ancora oggi le caratteristiche di un borgo circondato da boschi di castagneti. Il primo nucleo abitato si è sviluppato intorno alla chiesa di San Donato nel XVII secolo. Tracce delle suo origine medioevali rivovono nei resti del castello dei marchesi di Ceva signori del luogo dopo un periodo di dominio del marchese Bonifacio dei Vasto.
Millesimo: sede della comunità Montana Alta Val Bormida, il comune è stato riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia. La sua posizione strategica stretta tra la roccia e il fiume Bormida feceva di Millesimo un importante centro strategico che valse al comune un importante fonte di ricchezza. Dell’antica fortificazione del centro sopravvive ancora oggi la porta d’ingresso alla città e il ponte trecentesco della Gaietta. Questa antica costruzione per l’attraversamento del fiume, che si distingue per la presenza di una porta-torre, fu un importantissima fonte di riscossione di pedaggi. Fulcro della devozione valbormidese è il Santuario del Deserto risalente al Settecente e caratterizzanto da un altissima cupola eretta nel 1726. Sulla strada verso Cengio di particolare interesse è la chiesa di Santa Maria Extra Muros di impianto romanico con affreschi e una croce lobata quattrocentesca. Anche qui i Del Carretto incisero fortemento sulla città, testimonianze del loro dominio le ritroviamo oggi nelle loro antiche dimore cittadine come il Palazzo Del Carretto oggi sede del Municipio e il Castello sede del Museo Napoleonico (che riassume le importanti testimonianze del passaggio di Bonaparte in Valbormida).
Murialdo: il comune conserva quasi nessuna testimonianza storica del suo passato di possedimento dei Del Carretto, mentre possiamo ritrovare importanti reperti artistichi. Interessente testimonianza artistica è la Chiesa di San Lorenzo caratterizzata dalla facciata in cotto sovrastata da un rosone e dal portone ogivale a collonineche ricorda lo stile Gotico, mentre gli interni affrescati riportanto testimonianze del Barocco.
Osiglia: sorge alle pendici del Monte Settepani, vicinissima al comune di Bormida. L’economia e l’immagine di questo piccolo paese ruotano introno alla famossisima Diga artcificiale realizzata tra il 1937 e il 1939, deviando il corso del fiume Osiglietta. Durante la realizzazione della diga vennero sommerse un gruppo di case, tra le quali una piccole chiesetta che riaffiorano a distanza di anni, quando, per lavori di manutenzione, la diga viene svuotata. Nel lago si possono pescare trote, fario, persico, carpe e trinche; oltre ad essere territorio di gare di canoa e canottaggio.
Piana Crixia: posto al confine con le provincie piemontesi di Asti e Alessandria, è sede di un importantissimo parco regionale. La principale curiosità del paese è la simbolica roccia a forma di Fungo alta circa 15 metri, protagonista di parecchie leggende.


Plodio:recenti ritrovamenti ed incisioni rupestri attestano l’antica frequentqazione di questo territorio già in epoca presitorica. Tra il XII e il XIII secolo, il terriotio comunale di Plodio era annesso al fuedo millesimese dei Del Carretto per poi passare nella mani dei Savoia. Il Comune è inoltre sede di un importantissima ONLUS “LUCA è con noi” impegnato in opere diprotezione e formazione dei bambini in Costa d’Avorio.
Roccavignale: situato al confine con la provincia di Cuneo, il borgo sorge sull”antico torrente Zemola, che da anche il nome al valico di Montezzemolo che separa Liguria e Piemonte. Il toponimo Roccavingale deriva dalla massiccia presenza di vigne nel territorio comunale. Il paese è famoso soprattutto per la rappresentazione del Presepe Vivente, una tradizione inziata nel 1981 a cura della Pro-Loco locale. L’appuntamento è ogni anno per il 22, 23, 24 Dicembre per una manifestazione che impegna 250 persone tra figuranti e organizzatori.
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