Eh sì è proprio così!
Dopo qualche periodo di vacanza eccomi nuovamente qui a prendere le redini del mio blog presentando con grande piacere uno degli avvenimenti più importanti dell’estate valbormidese: Il Cairo Medievale, un appuntamento ormai consolidato e rinomato non solo nella nostra zona, grazie alla bravura e alla competenza degli organizzatori che ne hanno fatto negli anni l’evento di spicco del panorama locale con una grande capacità innovativa di anno in anno!
Per il 2009 il tema domninante sarà “La Caccia alla Streghe”: spettacoli, animazioni, mostre tematiche di Romano Burati e Ernesto Teccani presso il palazzo di Città faranno rivivere il clima di “rovente” di questo tragico capitolo della storia medievale.
Naturalmente lungo il percorso non mancano le numerose bancarelle per una cena itineranrte per soddisfare tutti i gusti!
Si concluderà alla grande lunedì 10 agosto festa patronale di S. Lorenzo con le spettacolo pirotecnico tra i due ponti con inizo alle ore 22.30!
Ma Cairo non è l’unico paese che ci offre ricchi appuntamenti, non dimentichiamo altre iniziative altaresi per il centenario dalla pubblicazione del Manifesto futurista ad opera di Filippo Tommaso Marinetti.
La cittadine valbormidese che ancora oggi conserva grandi testimanianze artisitche di quest’avanguardia di inizo ‘900, organizza per questa sera uno stepitoso “Cocktail futurista”.
Ecco tutti i dettagli!
Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicanto le belle iniziative turistiche realizzate per la promozione del nostro territorio valbormidese.
Una zona ricca, non solo di storia, cultura e tradizioni, ma caratterizzata da un clima estivo temperato, da ampi spazi all’aperto, aree verdi e soleggiate per gli amanti della tintarella, e zone più fresche per conbattere la calura estiva, il tutto al riparo da smog e traffico cittadino.
E’ propiro sul terriotrio della Valbormida, precisamente a Pallare, che sta per nascere un’attrezzatissima zona polivalente, ricca di servizi e iniziative per trasorrerre in allegria e comodità il periodo estivo a pochi passi da casa, in piena tranquillità, circondata da boschi rigogliosi e ambi prati verdi.
“La cascina del Prato” sta sorgendo in Loc. Mallarini, potrete trovare piscina, cambi da golf, area barbeque attrezzata, idromassaggio e molto altro; un’ottima occasione per attirare nuovi vacanzieri oltre alla stessa popolazione locale che a pochi km potrà vivere una bellissima esperienza da vancanza!!!
Cosa aspettate telefonate?
Per informazioni, cliccate sull’immagine!!!
Visto che anche la Valbormida sembra colpita da questa lunga perturbazione che già da molti giorni imperversa portando freddo e pioggia…
Ecco un divertente detto valbormidese, e chi vuole può commentarsi nella traduzione!
Ciove,
le canate roggiano, la bornia scioscia,
la gente mogogna, l’avischio non tacca,
e d’oscei nun se ne ciappa!”
Eh già…Oggi mi sono voluta divertire a giocare sul titolo di questo post!
Forse non tutti sanno che in Valbormida, come in molte altre parti d’Italia, la tradizione vuole che il piatto tipico che le festività dei santi e dei defunti (per chi il 31 novembre era la vigilia di ogni santi e non Halloween!) sia la minesta di ceci!
E voi direte: che cosa c’entrano gli zampini e i frati? Domanda d’obbligo, perchè per questi legumi non è prevista una normale minestra di verdura ma un condimento molto molto più “consistente”; il brodo infatti si inspessisce aggiungendo le zampe del maiale (che nel periodo natalizio arrichiranno le tavole di S. Silvestro in deliziosi zamponi accompagnati dalle immancabili lenticchie), che “ingrassano” così un piatto “povero” come i ceci!
Non solo ma al tutto si aggiungono anche i cosidetti “frati” ovvero degli involtini composti dalla cotenna del maiale, insaporiti con pepe bianco macinato che per colore e forma assomigliano appunto alle divise dei frati!!
E naturalmente poi sta alla fantasia della cuoca aggiungere mille altra prelibatezze come costine di maiale, pancetta, ecc…
Il tutto per ingrassare il piatto e non solo quello!!!
A questo proposito essendo io una pessima cuoca sono ricorsa a ‘mamma’ per farmi rivelare la sua preziosissima ricetta per la minestra di ceci!
Mettere a bagno i ceci con acqua tiepida e bicarbonato per una notte intera.
Il giorno seguente in una pentola molto capiente inserire olio, un trito di carote, bietole, porri, sedani e zucca; fare soffriggere prestando attenzione che non bruci il tutto, aggiungere poi i pezzi del maiale (zampini o costine precedentemente ammollati in acqua per ripulirli dal sangue della macellatura).
Lasciando dorare per qualche minuto, aggiungere abbondante acqua fino al bordo della pentola salandola opportunamente, a questo punto versare i ceci (e a piacere anche fagioli borlotti e un dado) e i frati.
A metà cottura unire al bordo circa 5/6 patate intere, non appena essere saranno cotte toglierle dal fuoco e, deposte in un pitto piano, schiacciarle con la forchetta, successivamente riversarle nella pentola: in questo modo la minestra si addenserà e assumerà la giusta consistenza.
Assaggiare i ceci per verificare lo stato di cottura, servire in tavola caldi con crostini di pane!
A Cairo Montenotte nasce una bellissima iniziativa gastronomica a culturale!
Si tratta dei Mercati della Terra di Slow Food nell’ambito del progetto ispirato ai cosidetti “farmer’s market” da tempo attuati con grande successo negli Stati Uniti che hanno come obiettivo primario quello di mettere direttamente in comunicazione i produttori artigiani dell’alimentazione con i consumatori.
Si tratta di un mercato di produttori e artigiani locali regolato dal principio della “filiera corta”, vale a dire della vendita diretta dal produttore al consumatore.
Sarà possibile trovare prodotti ortofrutticoli e alimentari quali carne e pesce, oltre che manufatti artigianali, prodotti al massimo nel raggio di 40 Km dalla zona di vendita.
I circa quaranta produttori presenti provengono dal ponente ligure o della zona del basso Piemonte. “Il mercato della terra si ispira al concetto di qualità del buono, pulito e giusto - comunica Vincenzo Ricotta, dello Slow Food - ovvero il prodotto deve essere organoletticamente gradevole, deve essere stato coltivato rispettando l’ambiente e infine deve dare una giusta remunerazione a chi ha lavorato per produrlo”.
Gli alimenti offerti al consumatore sono disciplinati da regole precise e condivise. Slow Food ha infatti stabilito un protocollo molto rigido riguardo le modalità di produzione e di distribuzione, che consentono di ridurre drasticamente le filiere, promuovendo la vendita diretta, e garantiscono la qualità dei prodotti.
I produttori presenti venderanno solo i loro prodotti e li potranno raccontare: prodotti locali, rigorosamente di stagione, appartenenti alla cultura alimentare della comunità che ospita il mercato.
In tal modo si salvaguarda l’ambiente, promuovendo la cultura del territorio e riducendo l’inquinamento da trasporto, rispettando la naturalità, la stagionalità e la salubrità del cibo.
Alla base di questo meccanismo, quindi, c’è un duplice aspetto.
Innanzitutto il costo ridotto della merce. I prezzi proposti saranno equi, trasparenti e motivati: i produttori devono essere ripagati della loro fatica, ma gli acquirenti devono beneficiare dei ridotti costi di intermediazione, visti il passaggio diretto da produttore a consumatore e il breve tratto di strada da percorrere per giungere a destinazione.Ma soprattutto conterà la qualità del prodotto, che sarà sempre su livelli molto alti.
E’ per sabato 18 ottobre il primo appuntamento di questa nuova iniziativa, destinata a ripetersi il secondo sabato di ogni mese. Il mercato, che inizierà alle 8.30, potrà festeggiare la sua apertura con un aperitivo previsto per le 11.00 fra le bancarelle.
Infine tutti i sabati in cui si svolgerà il mercato, presso i locali della società, lo chef del ristorante “I portici” di Cairo Montenotte preparerà un menù realizzato grazie all’impiego prodotti del mercato.
Eh già, un titolo un po’ curioso per tornare a palare, dopo qualche tempo, di gastronomia valbormidese, in particolare delle famosissime e altrettanto particolari Zucche di Rocchetta di Cengio divenute presidio Slow Food oltre ad essere state inserite con Decreto del 19 giugno 2007 del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (GU. 147 del 27-6-2007) nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali.

Ecco il progetto zucca in breve…
“Forse conoscete già la cosiddetta zucca di Rocchetta, quella straordinaria zucca color arancio di grandi dimensioni con una polpa densa, molto zuccherina, ideale per fare torte salate, creme vellutate, ripieni e… marmellate.
Forse non sapevate che è a rischio di estinzioneperché abbandonate dall’agricoltura tradizionale che si sposta su verso sementi fornitedalle banche genetiche commerciali.La zucca di Rocchetta oltre ad avere una polpa densa, è molto zuccherina e può raggiungere livelli di eccellenza, pur avendo come limiteil suo peso , può durare,se ben conservata, sino a primavera inoltrata. Da anni “gli amici della zucca di Rocchetta” conservano gelosamente i semi ma il rischio è che fra pochi anni questa qualità autoctona sparisca.
Perdere varietà di prodotti della terrà, per esempio quella della zucca di Rocchetta, equivale a distruggere la minuziosa fatica della cultura locale e a rendere più povera la nostra società, a standardizzare il gusto e ad omologare la cultura alimentare.
Slow Food - Alta Valle Bormida,ha intercettato i pochi semi rimasti per distribuirli a agricoltori,e/o orticultori che si impegnano a coltivare in purezzaquesti semi per salvaguardarne la sopravvivenza e garantirne la continuità riappropriandosi della capacità di riprodurre le sementi”.

Inoltre con queste zucche da record è possibile realizzare un ottima confettura extra di zucca di Rocchetta con dolcissime e sfiziose variazioni come il cioccolato o gli amaretti!
Naturalmente potrete vedere da vicino tutta la produzione e assaggiare le numeose marmellate nel mese di ottobre quando, come ogni anno, si svolgere, in collaborazione con Slow Food, nella frazione cengese, una nuova edizione di “Zucche in piazza”.
Una degna nota per due “conterranei” cairesi stanno hanno dimostrato grande talento in Italia e all”estero!
La prima nota è per Valentina Ferraro, membro della compagnia teatrale cairese “Uno sguardo dal palcoscenico”, tra gli undici attori amatoriali a partecipare all”Accedemia nazionale dello Spettacolo, che il 9 Luglio sarà protagonsita in Marocco in “Gothic: la spada e la rosa” coordinata dal regista romano Roberto Belinda.\r\n\r\nLa seconda nota è per Andrea Porro, giovane allievo dell”“Associazione culturale Attimo Danza”, diretta a Cairo Montenotte da Lorella Brondo, il quale è stato ammesso alla scuola di danza del Teatro della Scala di Milano.
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