E’ ormai da molto tempo che non presento più luoghi caratteristici della ValBormida
Mi sembra ormai giunto il momento di invitarvi a…Palazzo!
E che Palazzo!
Si tratta del Castello di Quassolo, meglio conosciuto a noi Valbormidesi della zona, come “Il Castellodi Piantelli”, in quanto residenza dell’omonima famiglia.
ll Castello di Quassolo, costruito tra il 1901 ed il 1907 è una fastosa opera liberty su progetto dell’arch. Benvenuto Pesce Maineri.
L’edificio, nato come residenza estiva della famiglia Musso Piantelli, è situato all’interno di un parco all’inglese di circa trenta ettari e al centro di un’ampia zona di oltre 100 destinata originariamente a tenuta agricola. All’interno dell’edificio vi è anche una cappella privata dedicata a S.Giuseppe sposo.
I proprietari, che lo utilizzano come dimora estiva, sono lieti di mettere a disposizione una parte dei saloni di rappresentanza e il bellissimo parco con i suoi lunghi viali e i grandi prati in godimento temporaneo per matrimoni ricevimenti, convegni, mostre ed altri eventi.
Il castello è una costruzione dell’inizio del XX secolo, dell’impresa torinese di Giovanni Antonio Porcheddu, sorge in una posizione stategica, centrale per la Valle, le sue tenute si estendono nei comuni di Carcare, Cosserie e Cairo Montenotte.
Un luogo che merita davvero una vista da queste parti per le sue bellezze, e se non vi ho ancora convinto del tutto, vi stuzzico ancora di più la curiostià con questa bellissima galleria fotografica e che vi sicuramente di riporterà nel mondo delle fiabe…
Eh sì è proprio così!
Dopo qualche periodo di vacanza eccomi nuovamente qui a prendere le redini del mio blog presentando con grande piacere uno degli avvenimenti più importanti dell’estate valbormidese: Il Cairo Medievale, un appuntamento ormai consolidato e rinomato non solo nella nostra zona, grazie alla bravura e alla competenza degli organizzatori che ne hanno fatto negli anni l’evento di spicco del panorama locale con una grande capacità innovativa di anno in anno!
Per il 2009 il tema domninante sarà “La Caccia alla Streghe”: spettacoli, animazioni, mostre tematiche di Romano Burati e Ernesto Teccani presso il palazzo di Città faranno rivivere il clima di “rovente” di questo tragico capitolo della storia medievale.
Naturalmente lungo il percorso non mancano le numerose bancarelle per una cena itineranrte per soddisfare tutti i gusti!
Si concluderà alla grande lunedì 10 agosto festa patronale di S. Lorenzo con le spettacolo pirotecnico tra i due ponti con inizo alle ore 22.30!
Ma Cairo non è l’unico paese che ci offre ricchi appuntamenti, non dimentichiamo altre iniziative altaresi per il centenario dalla pubblicazione del Manifesto futurista ad opera di Filippo Tommaso Marinetti.
La cittadine valbormidese che ancora oggi conserva grandi testimanianze artisitche di quest’avanguardia di inizo ‘900, organizza per questa sera uno stepitoso “Cocktail futurista”.
Ecco tutti i dettagli!
Tre giorni di accensione delle fornaci delle vetrerie, ad Altare. Si comincia oggi (fino alle 12), in occasione dell’inagurazione della mostra “Il vetro artistico: dal progetto all’opera”, esposizione nata dalla collaborazione tra Istituto per lo studio del vetro, Saint-Gobain e Liceo artistico “Martini” di SAvona, che sarà visitabile fino al 31 agosto.
Sabato 6 giugno, dalla 20 alle 23, il museo del vetro permetterà di ammirare i maestri vetrai alle prese con la creazione di opere di vetro soffiato, iniziativa che proseguirà domenica, dalle 17 alle 20, presso Villa Rosa.
“La Notte dei Musei”, prevista per il 16 maggio é giunta alla sua quarta edizione. La manifestazione nasce infatti nel 2005 su idea del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese. Quest’anno per la prima volta aderiranno anche Scozia, Irlanda del Nord, mentre Belgio, Serbia e le municipalità di Copenaghen, Barcellona e Bucarest amplieranno le loro proposte.
L’Italia, attraverso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, svolge un ruolo di coordinamento nazionale dei propri istituti territoriali.
Pensata per avvicinare un nuovo pubblico all’ambiente dei musei attraverso attività appositamente organizzate per questo evento, La Notte dei Musei consentirà al visitatore di dialogare con le collezioni permanenti, senza dover pensare agli orari di chiusura.
Anceh il Museo dell’Arte Vetraria Altarese articolerà la sua proposta per l’evento in 2 giornate, così organizzate:
SABATO 16 MAGGIO: dalle 20,00 alle 23,00, apertura straordinaria con la possibilità di assistere dal vivo alla lavorazione del vetro soffiato, presso la fornace di Villa Rosa. La magia del vetro sotto le stelle, un’esperienza indimenticabile!
DOMENICA 17 MAGGIO: dalle 15,30 alle 19,00, oltre alla possibilità di vedere i Maestri vetrai al lavoro, il MAV ospiterà la presentazione del nuovo numero della rivista DADA, dedicato al Futurismo.
Per l’occasione, l’Associazione Culturale “après la nuit” offrirà a tutti i piccoli visitatori il laboratorio didattico “TrAspaRenzE”.
TUTTI GLI EVENTI SONO AD INGRESSO LIBERO!!!
Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicanto le belle iniziative turistiche realizzate per la promozione del nostro territorio valbormidese.
Una zona ricca, non solo di storia, cultura e tradizioni, ma caratterizzata da un clima estivo temperato, da ampi spazi all’aperto, aree verdi e soleggiate per gli amanti della tintarella, e zone più fresche per conbattere la calura estiva, il tutto al riparo da smog e traffico cittadino.
E’ propiro sul terriotrio della Valbormida, precisamente a Pallare, che sta per nascere un’attrezzatissima zona polivalente, ricca di servizi e iniziative per trasorrerre in allegria e comodità il periodo estivo a pochi passi da casa, in piena tranquillità, circondata da boschi rigogliosi e ambi prati verdi.
“La cascina del Prato” sta sorgendo in Loc. Mallarini, potrete trovare piscina, cambi da golf, area barbeque attrezzata, idromassaggio e molto altro; un’ottima occasione per attirare nuovi vacanzieri oltre alla stessa popolazione locale che a pochi km potrà vivere una bellissima esperienza da vancanza!!!
Cosa aspettate telefonate?
Per informazioni, cliccate sull’immagine!!!
Come in tutta Italia, anche in Valbormida, precisamente ad Altare prendono il via venerdì 20 febbraio le iniziative in occasione del centenario dall’uscita del Manifesto del Futurismo, pubblicato nel 1909 sul quotidiano francese “Le Figarò” e redatto da Filippo Tommaso Marinetti. Questa lunga serie di manifestazioni che vedranno coinvolta la cittadina, che ha visto nei primi anni del ‘900 una grande afferemazione di questa avanguarda nella propria cultura e arte (anche vetraria) per tutto il 2009 è organizzata dal Comitato per le Celebrazioni del Centenario del Futurismo di Altare, sotto il patrocinio del Comune di Altare e dell’Assessorato alla Cultura, e in collaborazione con la Pro Loco e l’Associazione Commercianti ed Artigiani.
Scarica qui la locandina delle’evento!
Alle ore 21,00, presso la sala del cinema “Roma-Vallechiara” di Altare verrà proiettato il film “Metropolis” di Fritz Lang, un classico degli anni ’20.
Dopo questo primo evento, il Comitato altarese proporrà una serata teatrale il 20 marzo, per giungere finalmente all’inaugurazione della mostra “FuturAltare: L’avventura degli altarini futuristi”, prevista per sabato 4 aprile presso il Museo dell’Arte Vetraria Altarese.
“Che si abbia il massimo della documentazione possibile – che si realizzino registrazioni filmate – testimonianze – perché arriverà un giorno in cui qualche idiota si alzerà e dirà che tutto questo non è mai successo”
(Dwight D. Eisenhower)
Questo blog è didicato alla valbormida per non dimenticare storia e tradizioni di questo territorio, ma mi smebra doveroso allargare le forntiere di questo blog quando ci sono occasion così imporanti come queslla di domani!
Tutti siamo chiamati a fare una piccola riflessioni, 5 minuti della nostra giornata per fare in modo che la storia non si ripeta, anche se oggi, a più di 60 anni di distanza ancora molte cose sempbrano essere rimasta uguali…
In molti comunie della Valbormida sono state oragnizzate iniziative per commemorare l’orrore della Shoah, ne cito una su tutte:
“In occasione della Giornata della Memoria, che ricorre il 27 gennaio, il Comune di Carcare organizza per lunedì 26 gennaio, la proiezione del film “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini. La proiezione avverrà nella sala riunioni della biblioteca civica “Barrili” alle ore 16, con ingresso gratuito aperto a tutti”.
«Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto. Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai.»(Elie Wiesel, tratto da La notte, Wiesel fu rinchiuso ad Auschwitz all’età di 16 anni.)
Quando si parla di recupero delle tradizioni e della cultura valbormidese, non si può naturalmente non parlare del diletto tipico della zona.
Parlato soprattutto in epoca storica dalla popolazione contadina, che a differenza dei ricchi non aveva ricevuto un’accurata istruzione linguistica e grammaticale; il dialetto valbormidese, seppur con sfumature diverse da paese a paese, continua oggi ad essere tramandato di generazione in generazione, anche se i ragazzi di oggi sembrano lasciare decadere questa preziosa testimonianza di storia locale.
Per la sua posizione strategica, da sempre zona di transito tra la costa e le alture piemontesi, nell’alta val bormida, il dialetto, come molte altre caratteristiche territoriali si avvicinano maggiormente al Piemonte, pur non dimenticando l’appartenenza territoriale alla Liguria.
Tuttavia la parlata popolare locale si differenzia quasi completamente dal savonese e ancora di più dal genovese, ma si risentono, qua e là tra i vocaboli, influenze francesi accanto alle suddette piemontesi.
In quest’ottica, con un occhio alla contemporaneità, qui nel mio blog, voglio ricollegarmi proprio al post pubblico dal Sindaco di Cairo Montenotte sul suo blog qualche giorno fa.
Tra le pagine e i numerosi gruppi nati recentemente su Facebook, al momento il social network di maggiore tendenza tra i giovani, i cairesi Matteo Callegaro, Giorgio Bonfiglio e Luca d’Angelo hanno ideato un “gruppo virtuale” dedicato proprio alla continuazione e preservazione del dialetto Valbormdese chiamato “Dialet della Valbormida” che riunisca, a sorpresa più di 150 membri, facile capire che si tratta d un target di giovani e giovanissimi.
Non sono l’idea di creare un gruppo dedicato a questo antico strascico popolare, ma ancora di più ci deve fare pensare come ad aderire siano stati soprattutto i giovani, primi utilizzatori di questo nuovo social network!
Proprio di sfruttare la scia di questo primo input, il sindaco di Cairo M.tte, Fulvio Briano ha deciso di istituire presso il nuovo Palazzo di Città un corso aperto a tutti per imparare il dialetto!
Un’ottima occasione per riscoprire un po’ della nostra storia, senza vergognarci di parlare in dialetto perchè non è “una cosa da vecchi”, ma un modo di imparare a vivere la propria contemporaneità pur conoscendo il proprio passato.
Non è necessario andare lontano per vivere la storia, la storia è dietro le nostre spalle basta voltarsi indietro ogni tanto, solo così potremmo capire dove stiamo andando!
Si può essere valbormidesi e web-nauti al tempo stesso!
Uno dei più conosciuti e caratteristici centri della Valbormida è senza dubbio il paese di Osiglia.
Situato a 700 metri sul livello del mare, conta 470 abitanti (gli osigliesi) e ha una superficie di 29,9 chilometri quadrato; dominio dei Carretto signori della zona, di quel periodo storico restano ormai pochi ruderi.
Ma l’elemento di maggior spicco del paese, luogo di attrazione tusitico-sportiva è il lago-diga di Osiglia, si tratta di un bacino artificiale di 3 Km di lunghezza per una capienza di 13 milioni di metri cubi d’acqua e un fronte di 200 m. Il maggior lago della provincia di Savona oltre ad essere un’ area protetta di interesse provinciale.
Il lago, posto in una valle impervia di grande interesse naturalistico, circondato da boschi di faggio, conifere, castagno e rovere, è frequentata meta di turistica. Per gli sport acquatici come il canottaggio ospita gare regionali di canottaggio e interregionali di canoa, al quale si aggiungono la regata in costume con mezzi autocostruiti e il trofeo internazionale Lago di Osiglia. Per la pesca sportiva di trota e temolo vige il regolamento provinciale.
Ma queste sono tutte informazione che già in parte conoscevamo tutti, quelli che in pochissimi sanno è cosa ci sta sotto!
E già sotto!

Durante la costruzione della diga, realizzata tra il 1937 il 1939, venne sommerso un parte dell’antico paese tra le quali una chiesa, l’antica centrale elettrica del paese e un piccolo gruppo di case.
Se quasi tutti conoscono il lago, lo hanno visto o ne hanno sentito parlare almeno una volta, ma quasi nessuno sa dell’esistenza di questi antichi resti, infatti i ruderi riaffiorano solo a distanza di parecchi anni quando, per ragioni di manutenzione, il lago viene completamente vuotato.
L’acqua viene progressivamente fatta defluire e da questo momento ritornano alla luce le vecchie mura di pietra di un Osiglia lontana, quasi dimenticata ma capace di attirare ancora oggi appassionati o semplici curiosi che scendono sul fondo del lago per approfittare di un’occasione unica che capita solo a distanza di lunghi anni.
Ma mi raccomando munitevi di stivali perché il fondale è parecchio fangoso, soprattutto nei primi giorni di svuotamento della diga, quando il sole non ha ancora asciugato e indurito il fondo!
Domenica scorsa e la prossima (9 e 16 novembre) ad Altare si terrà la tradizionale Fiera di San Martino con bancarelle, caldarroste, musica e molto altro!
La tradzionale fiera ha origini molto lontane, nella tradizione vitrea altarese (che come ho giù detto conosco molto bene….)v ediamo brevemente come mai…
Nelle vetrerie altaresi le lavorazioni si svolgevano, infatti, da S. Martino ( 11 Novembre) a S. Giovanni (24 Giugno), nel periodo in cui era permesso il taglio della legna necessaria per alimentare le fornaci. L’accensione dei forni era un vero e proprio rito.
Il parroco, accompagnato da due chierichetti vestiti da angioletti che portavano ciascuno un cero benedetto, seguito dai Consoli dell’Università del Vetro dai Maestri vetrai, si recava in tutte le fornaci e con i ceri benedetti appiccava il fuoco ai forni, che dopo un lento preriscaldamento erano pronti per la fusione del vetro. Alcune tradizioni sono state conservate anche se in forma minore nella Società Artistico Vetraria. l forni venivano accesi dal parroco con una candela rituale con la quale si benediceva l’inizio della lavorazione.
Dopo la cerimonia il vetraio più forte soffiava un grande fiasco che il padrone della fornace riempiva di vino per accompagnare una grande torta di riso che veniva consumata dai voraci vetrai riuniti insieme in un amichevole banchetto. Questo rito era conosciuto come “bagnare la piazza”.
Ancora oggi ogni anno in occasione di San Martino il Museo del Vetro di Altare crea una particolare bottiglia da collazione per ricordare questo evento!
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